QUANDO LO ZIO UMBERTO INCONTRÒ IL CRODINO

Lo Zio Umberto ne ha provate tante...di bevande, ma l'incontro col Crodino fu amore eterno al primo sorso. Lo zio bruno, l'analcolico biondo: non potevano che essere una coppia inseparabile e con mille avventure da condividere

Era l'estate del 1965 e lo Zio Umberto, che già da un anno inseguiva il sogno di una bibita zero alcool dal sapore intenso, si recò in Piemonte, a Crodo, piccolo comune in cui si era trasferito compare Mimino in cerca di fortuna. Ogni volta che lo sentiva, Mimino non faceva che parlargli delle terme, dell'acqua minerale che gli dava da mangiare e di un particolare drink, il Picador, diventato poi Crodino in onore dei suoi natali.

"Umberto, tocca sali1, le montagne, le terme, lu Crodino: tutto è come ti piace. Sono sicuro che se assaggi un sorso te lo porti in Salento a casce2", diceva Mimino al telefono mentre i gettoni cadevano giù nella gola del telefono pubblico.

Più che le montagne e le cure termali, sta storia dell'aperitivo più buono al mondo lo aveva catturato e, in meno di un anno, proprio mentre Crodino si scrollava di dosso la fama del Picador, eccolo lì lo Zio Umberto, in Piemonte, digiuno di vino, birra e gassosa, pronto a far il suo incontro col Crodino nel bar preferito da Mimino (che forse era pure l'unico del piccolo centro!).

Lo Zio Umberto, con i suoi occhialoni da sole, il suo baffone che quasi si univa ai folti basettoni alla moda dell'epoca, il pantalone leggero a zampa e la maglia a righe larghe non passò inosservato nel suo giro nel centro del paese e qualche signorina gli puntò gli occhi addosso come se fosse un trofeo raro. Lo Zio Umberto, che certo non si lasciava sfuggire l'occasione di un incontro con una bella donna e che apprezzava le bellezze nordiche, non perse tempo e, tra un giro con compare Mimino e una perlustrazione dei luoghi storici, si ritrovò seduto al bar centrale con Alba, la più bella ragazza di Crodo, sua madre, sua sorella Camilla e quattro Crodini freschi come le risate dell'allegra compagnia. Alba fu colpita da Zio Umberto per il suo essere uomo di mondo: dal profondo Sud, conosceva già il Crodino, una bevanda che tra Verbana e Ossola ancora pochi sorseggiavano spavaldi, bevendola dalla bottiglia per rinfrescare le poche ore di caldo estivo.


Il baffo dello Zio Umberto diventava d'oro con le bollicine di Crodino che lo bagnavano e lo rendevano ancora più sensuale. Alba beveva lentamente il suo Crodino, diventando rossa, si sarebbe detto che i riflessi dell'analcolico biondo le coloravano il volto e forse il Crodino era complice di quella storia che stava per nascere, malgrado le occhiate rapaci della madre della giovane.

Gli occhi di Alba e le sue labbra sul collo della bottiglia avevano stregato lo Zio Umberto, ma più ancora lo aveva rapito quel gusto frizzante di agrumi, erbe aromatiche e chiodi di garofano che gli ricordavano gli odori di tante campagne del mondo in cui era stato e il sapore dei mustazzoli3, uno dei suoi dolci tradizionali preferiti.

Il primo giro di Crodino per conquistare Alba, il secondo per guadagnare la fiducia della madre e spingere Camilla verso Mimino, il terzo per amare Alba e Crodino allo stesso modo, con intensità e passione ricambiate dalla ragazza che dopo poche ore si portava sottobraccio per le vie di Crodo, mentre la madre tornava a casa a consumare la cassa di Crodino regalata da quello che credeva il suo futuro genero e Mimino con Camilla cercavano una panchina su cui sedersi e parlare.

Fu una bella storia d'amore quella di Alba e Zio Umberto: appuntamento fisso per l'aperitivo, un Crodino al tavolo e un paio da portare via tra i campi, dove ci si stendeva per guardar le stelle, ma si finiva col far l'amore. Forse merito dell'analcolico biondo che fa girare il mondo!