QUARTA IN GHIACCIO CON LATTE DI MANDORLA PER L'ESTATE DELLO ZIO UMBERTO

 

L'estate piace molto allo Zio Umberto, un po' meno il caldo appiccicoso che avvolge il Salento in questa stagione. Ma lo Zio Umberto sa come dissetarsi con gusto, a colazione o merenda e, perchè no, dopo pranzo o cena.

Quando lo Zio Umberto, nelle mattine di luglio o nei pomeriggi torridi di agosto a Torre dell'Orso in un bel bar fronte mare o a San Foca su una spiaggina dei lidi all'ultimo grido, non trovava pace per l'afa e il sudore sotto i baffi, sapeva bene che non c'era cura migliore che un bel bicchiere di caffè in ghiaccio con latte di mandorla del geniale don Ninì.

Dall'incontro negli anni Cinquanta con il fondatore della torrefazione Quarta era nata un'amicizia durata nel tempo e continuata con il figlio Antonio: tra Gaetano e Umberto ci fu subito un'intesa imprenditoriale forte e intensa come le miscele Quarta.

Lo Zio Umberto divenne subito un gran consumatore di caffè Quarta rigorosamente in tazza fredda per non scottarsi il baffo, senza zucchero e con una miscela diversa a seconda delle occasioni. Ma il vero colpo di fulmine, per un amante appassionato delle bibite fresche qual era lo Zio Umberto, arrivò con la scoperta del caffè in ghiaccio con latte di mandorla, irripetibile nel suo sapore, introvabile oltre il confine leccese.

Se il tramezzino chiamava il Crodino, il cornetto o il pasticciotto erano partner perfetti del mitico caffè Quarta in ghiaccio: lo Zio Umberto ne andava pazzo, non si esagera se si dice che nella sua lunga e travolgente vita ne ha mandati giù silos e silos. Lo affascinava soprattutto il momento magico in cui il barista di turno versava dalla tazzina calda il profumato liquido scuro sul ghiaccio innaffiato di latte di mandorla, senza che il ghiaccio si sciogliesse a tale contatto, pur passando il fresco al caffè con un'equilibrata alchimia di aroma e carezza per il palato.

Lo Zio Umberto lo riconosceva dall'odore, il Quarta caldo che arrivava dalla moka o dalla macchinetta professionale per sposarsi col ghiaccio: si può dire che iniziava a berlo e sentirne il gusto già dal primo sbuffo di fumo che riempiva l'aria.


Quanti caffè condivisi con gli amici, quante moka montate nel cuore della notte per consolare qualche amico vittima di un fallimento o di una delusione amorosa: lo Zio Umberto ne ha bevute tante di tazze negli inverni e di bicchieri ghiacciati nella bella stagione!

Tanti quante le sue avventure, perchè non c'è stato giorno del suo tempo terreno che sia passato senza un buon Quarta caffè a fargli compagnia! Spesso dopo pranzo lo Zio Umberto ti invitava al bar per il caffè e potevi ascoltare le sue storie, come quella volta in cui al terzo bicchiere in ghiaccio con latte di mandorla si lasciò scappare della sua travolgente e burrascosa relazione con la Tetina Baciametutta: un pezzo di femmina che tutto il Salento sognava, ma solo quella vecchia volpe dello Zio Umberto era riuscito a sedurre e abbandonare. Proprio con due pasticcioti, due Quarta e qualche sguardo malandrino accompagnato da dolci parole d'amore.

Galeotto fu il caffè, al secondo appuntamento erano già in barca, al largo di Torre Sant'Andrea a fare cose così ardite che vi possiamo solo far immaginare. Una storia breve, ma passionale, molti pensarono che le riviste gossip fossero nate proprio in seguito al travolgente desiderio che univa in ogni luogo lo Zio Umberto e la sua piccola Tety (com'era solito chiamarla lui nell'intimità) e che doveva essere fotografato e raccontato al mondo intero. Qualche mese e la passione si spense, mentre lo Zio Um berto accendeva il fornello per prepararsi un Avio consolatore. Questa e mille altri episodi legati a un caffè nella vita dello Zio Umberto e...se c'è qualcosa oltre sicuramente, tra le nuvole, lo Zio Umberto in odor di santità starà continuando a bere Quarta col suo solito sguardo vispo e l'immancabile sorriso sornione.