AFRICANA O TROPICANA? QUESTO È IL DILEMMA DELLO ZIO UMBERTO

Quando nei caldi pomeriggi d'estate hai bisogno di bere qualcosa che non sia solo dissetante, ma anche goloso, se alcool o bollicine non ti sono congeniali perchè devi tornara al lavoro dopo la siesta o perchè non vuoi iniziare troppo presto ad ubriacarti, puoi decidere se bere un'Africana o una Tropicana, le due bevande che mettevano in crisi lo Zio Umberto.

Come? Non sapete cosa sono questi due nettari che tingevano di marrone o verde i baffi del ghiotto Zio Umberto? Beh, allora ascoltate un momento.

L'ultimo ventennio del secolo scorso prese piede in Salento, accanto all'usanza consolidata del caffè in ghiaccio con latte di mandorla, l'uso di mescolare il latte a piacevoli sciroppi. Per chi amava il gusto più deciso nacque l'Africana, un cocktail analcolico a base di latte freddo, caffè e qualche cucchiaio di sciroppo di menta, una mescolata e l'aggiunta di un po' di cubetti di ghiaccio per mantenere la temperatura; chiaramente, per i palati più raffinati c'era la variante verde perlaceo detta Tropicana: latte, sciroppo di menta e orzata. Al bancone del bar, sotto l'ombrellone o nella veranda di casa, tutti bevevano questi due miscugli e lo Zio Umberto non poteva essere da meno.

Certo che messo davanti al dilemma di quale consumare, lo Zio Umberto provava non poca difficoltà: se da un lato l'aroma del caffè lo stregava quando si abbracciava con la menta, dall'altro non poteva negare che anche la punta dolciastra dell'orzata aveva un suo perchè?

Africana o Tropicana, allora? Questo era il dilemma!

Buone e rinfrescanti entrambe, morbide mentre le sorseggiava, colorate come le giornate estive al mare, fare una scelta era davvero complicato!

Lo Zio Umberto aveva cercato di osservare i consumatori di Africana e Tropicana per aiutarsi di fronte a questo bivio, ma a niente era servita l'indagine: le due bevande se la giocavano sempre sul filo del pareggio, uno a uno palla al centro.

In un caldo pomeriggio di agosto, dopo l'ennesima partita di beach volley sulla spiaggia dei Tamari con la comitiva di Torre dell'Orso voglioso di bere qualcosa ebbe l'illuminazione che negli anni a venire divenne proverbio e slogan pubblicitario di grande fama: due è meglio di una!

Corse senza infradito sulla sabbia rovente con i baffi che grondavano sabbia e sudore e i piedi all'inizio di una ustione di terzo grado, raggiunse il chiosco più vicino e, ansimando senza riuscire a proferire parola, alzò due dita mimando il segno della vittoria.

"Zio Umberto, bona espera1! Hai vinto anche oggi giocando a pallone? Cosa ti dò da bere?".

Lo Zio Umberto, ammutolito per la fatica della corsa e per il dolore dei piedi roventi come due fettine cotte alla brace, continuava col fiatone a muovere in faccia al ragazzo le due dita di una mano e il pollice dell'altra seguito dal pugno chiuso a indicar di voler bere qualcosa.

"Zio Umberto, parla, ho capito che hai vinto a beach volley e vuoi bere qualcosa, ma devi dirmi COSA, mica sono un indovino!"

Sfinito, lo Zio Umberto si appoggiò al bancone, col mento sul piano e le braccia penzoloni e, sottovoce col labbro inferiore stretto sotto il baffo accaldato e gli occhi stretti a formare una fessura furba e sottile, disse: "Quale vittoria, era un due, compa'! La scelta tra cosa bere: Africana o Tropicana, questo è il dilemma... anzi, era..."

"Scusa Zio Umberto- ribattè il barista- non ti avevo capito, non era poi così chiaro il tuo linguaggio dei gesti. Quindi, se hai sciolto il dilemma, cosa ti dò, Africana o Tropicana?"

Lo Zio Umberto si fece serio, s'impetti e, occhi negli occhi con il ragazzo, l'angolo destro della bocca tirato all'insù rispose solennemente: "Scegliere? Perchè? Due è meglio di una, con sto caldo infernale allo Zio Umberto dai un'Africana e una Tropicana che lo soddisfano entrambe!"