Luca Zampetti ed Umberto Bruno e l'avventura Once Upon time Sergio Leone

Ad oggi non ho ancora conosciuto personalmente Luca Zampetti ci conosciamo da dieci anni dall'inizio dell'avventura del Made in Italy,spero quando tornero' in Italia di andare a trovarlo a Tolentino (MC),per me lui e' prima di tutto una persona fantastica un grande uomo e poi un grandissimo artista,appassionato di cinema e grande disegnatore.Una collaborazione tra Salento e Marche,con lui abbiamo un rapporto spettacolare mi e' sempre stato vicino nei miei momenti difficili supportandomi con le sue parole e dandomi sempre coraggio ad andare avanti anche quando volevo arrendermi e lasciare tutto questo folle progetto di Made in Italy contro la Cina e tutti i paesi dove le Multinazionali del lusso fanno business producendo i loro prodotti in aziende dove esiste ancora lo sfruttamento del lavoro umano e minorile,pagando un prodotto cinque e vendendolo a 5000 detto in percentuali il 1000% di ricarico,e parlo di nomi importantissimi della Moda.A distanza di dieci anni di attivita Umberto Bruno cambia Slogan da "Original Brand Made in Italy" si dissocia dal sistema moda e diventa "Indipendent Brand Made in Italy".Scelta obbligata dato che in Italia il sistema e la politica e' piu' legale promuovere il Made in China rispetto a tutte le aziende che operano e producono solo in Italia con le regole che prevede il "Fatto in Italia".Cosi oltre ad Indipendent diventa forse anche un brand Illegal.Ringrazio il Maestro Luca per avermi dato la possibilita'  di collaborare con lui un rapporto reale sincero e disinteressato ve lo assicuro,una amicizia vera anzi verissima senza neppure stringerci la mano e' bastato guardarci negli occhi per capirci e cosi' la storia continua e sono solo i primi dieci anni,Lunga vita al Maestro Luca Zampetti.

                                                                                                                                                                             Grazie Luca
                                                                                                                                                                           Umberto Bruno S.p.A. Italia

Un po' di storia del Maestro Luca Zampetti

Luca Zampetti, nato a Camerino nel 1966, vive e lavora a Tolentino.

Dopo gli studi classici consegue la laurea in giurisprudenza, ma segue il cammino dell’arte, intrapreso già in giovanissima età. Artista autodidatta, nel 1981 inizia sperimentando suggestioni formali di varia matrice: cubismo analitico, espressionismo, influenze pop. Segue un periodo definito neometafisico, le cui opere, tutte di ampie dimensioni, hanno come protagonisti, degli interni caratterizzati dalla totale assenza dell’elemento umano, raccontato attraverso i luoghi in cui vive e gli oggetti di cui si circonda.

Successivamente, nel 1995, la sua ricerca si sposta verso un espressionismo di matrice esistenziale, in cui la figura umana ricompare come protagonista unica o centrale dell’opera, anche se attraverso inquadrature che escludono totalmente lo sguardo ed altre parti del corpo. Nelle opere dell’ultimo periodo che inizia nel 2000, i personaggi tornano ad essere ritratti in modo totale ed inseriti in scorci metropolitani, attraverso inquadrature di taglio cinematografico con singolari dissolvenze di fondo, grazie alle quali il clima delle vie metropolitane è riproposto con singolare realismo ed efficacia evocativa; anche i fondi realizzati ad encausto contribuiscono ad individuare la cromia portante delle opere.

Personalità artisticamente ed umanamente poliedrica e complessa, sperimenta linguaggi disparati come la scultura, la grafica e, primariamente, l’incisione calcografica. Poeta realista e metropolitano, nel 1998 pubblica la sua prima raccolta di liriche dal titolo Taccuino di un artista con la coscienza sporca. La critica lo ha da subito inserito tra gli esponenti della Nuova Figurazione Italiana e la sua attività, iniziata nel 1987, annovera oltre un centinaio di mostre personali e collettive in gallerie private, spazi pubblici e musei italiani ed esteri, nonché prestigiosi premi tra cui si ricorda la Targa d’argento al Premio Arte Mondadori nel 1994, la finale del Premio Cairo Communication nel 2003, quella del Premio Fabbri per l’Arte nel 2007, e quella del Combat Prize 2010. Nel 2005 è stato invitato dal Museo di Arte Contemporanea Italiana in America, San José, Costa Rica, alla 51Esima Edizione della Biennale di Venezia.

Nel 2009 ha realizzato le illustrazioni per il libro di Roberto Donati “Sergio Leone – L’America, la nostalgia, il mito” edito in occasione dei venti anni dalla morte del celebre regista italiano e presentato alla 66° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel 2010 la cartella “Dell’Amicizia – Matteo Ricci”, contenente una sua calcografia è stata acquisita dalla Collezione dell’Albertina di Vienna. Nel 2011 è stato invitato ad esporre nel Padiglione Nazionale della Repubblica della Costa Rica alla 54Esima Biennale di Arti Visive di Venezia e, da Vittorio Sgarbi, nel Padiglione Italia per la Regione Marche nell’ambito del progetto curatoriale per la 54Esima Biennale di Arti Visive di Venezia.

Nel 2012 il Governo della Repubblica di Costa Rica ha acquisito l’opera dal titolo “Mira, asòmbrate, ilumìnate”, già esposta alla 54Esima Biennale di Arti Visive di Venezia.

Per saperne di piu' cliccando sull'immagine del Maestro entrerete nel suo meraviglioso blog.Buona visione a Tutti.



 





I volti di Sergio Leone.

Per celebrare i trent’anni di Fano International Film Festival si è pensato di dedicare una mostra pittorica al regista, sceneggiatore eproduttore cinematografico italiano, Sergio Leone, di cui il prossimo anno cadono i trent’anni dalla scomparsa. A realizzare questo tributo al regista è l’artista tolentinese, Luca Zampetti.

La sua arte pittorica si ispira a quella cinematografica: fra i vari film sceglie i fotogrammi a lui più congeniali, bloccando l’immagine in un istante esatto. Si distingue per la grande maestria con cui padroneggia sia il colore che i tagli prospettici. Solitamente i suoi lavori hanno due colorazioni fondamentali: le tonalità di grigio, che realizza sapientemente con la grafite e campiture monocromatiche, dalle tinte forti e accese.
Zampetti ha un proprio ductus pittorico, oltre il colore e gli scorci, la sua arte è riconoscibile anche per i soggetti, spesso, messi in primo piano, monumentali rispetto il contesto urbano. Questo permette all’osservatore di cogliere ogni dettaglio della persona rappresentata: uno sguardo, un pensiero, un’emozione, un’espressività facciale. Non dipinge semplicemente dei volti, ma rappresenta espressioni, lineamenti, descrive personalità, racconta vissuti.
Sceglie attentamente i suoi soggetti, infonde loro sentimenti che vanno oltre la pellicola cinematografica, rendendoli come appartenenti ad una vita reale. Non a caso Sergio Leone portò nel genere western grandi cambiamenti: i personaggi, gli eroi, i buoni, i cattivi tendono ad avere elementi di marcato realismo e verità. Raramente sono sbarbati e appaiono sporchi o talvolta rozzi, sono degli antieroi, dalla personalità complessa e senza scrupolo, al contrario dei modelli tradizionali statunitensi.
Luca Zampetti ha il grande merito di indurre l’osservatore ad interpretare e a leggere la fisiognomica dei soggetti rappresentati:caratteristiche fisiche, somatiche, qualità psichiche, morali del personaggio rappresentato. Aristotele sosteneva che nelle profondità di un volto umano si possono racchiudere i segni della memoria universale; di ciò che l’essere umano è stato e di ciò che sarà.
Le opere di Zampetti, quindi, traducono l’essenza dei personaggi rappresentati non solo attraverso il segno, la forma, il colore, la composizione pittorica, ma anche, e soprattutto, attraverso la sua specifica sensibilità di saper comprendere e descrivere quelle segrete meraviglie e stati d’animo che si celano dietro ad ogni suo personaggio.
Zampetti ha il pregio di portare lo spettatore a saper guardare, non solo uno sguardo, un’espressione, ma un volto, che parla e racconta storie di vita perché, come disse Pirandello, imparerai a tue spese che lungo il tuo cammino incontrerai ogni giorno milioni di maschere e pochissimi volti.

Paola Gennari, ottobre 2018



Prodotti in edizione limitata in collaborazione con il grande artista Tolentinese Luca Zampetti creatore delle immagini delle scene dei film "C'era una volta nel West" e "C'era una volta in America",cosi' nasce la collezione Once Upon Time Sergio Leone in onore del grande regista italiano nel mondo del cinema Spaghetti Western.
Indimenticabile Sergio Leone 
Era quel treno che aveva portato l' Jill Mc Bain.
Lo stava guardando Cheyenne.
Così si guardarono Frank ad Armonica un istante prima.
Presto tutto sarebbe cambiato in quella terra.
Lo stavano aspettando alla stazione.
Adesso sapeva che quella era la sua città.
Era quello il momento atteso da anni.
Assaporava sempre un sigaro Juan Miranda.
Si presento' così la prima volta Sean Mallory.
Se ne stava andando tra le braccia di Juan.
Era appena arrivata Jill McBain.
Deborah e Noodles.
Girava lentamente il suo caffè Noodles.
Ormai erano una banda.
Andavano incontro al loro destino a Williamsburg Bridge.
Lui è la sua macchina del racconto.